Giorno 2 – Si cambia programma
- umbertocarlocorti
- 4 giorni fa
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Prima di raccontare la giornata di oggi, facciamo un passo indietro a ieri pomeriggio.
Dopo essere arrivati a Oruro e aver sistemato i bagagli in hotel, abbiamo approfittato delle poche ore a disposizione per fare una passeggiata nel centro città. La prima tappa è stata una deliziosa parrillada, la classica grigliata di carne sudamericana, un ottimo modo per ricaricare le energie dopo il lungo viaggio.
Successivamente abbiamo raggiunto il Santuario della Virgen del Socavón, uno dei luoghi più importanti di Oruro. La Vergine è profondamente venerata dagli abitanti ed è considerata la protettrice dei minatori. Non è un caso: Oruro è da secoli una delle principali città minerarie della Bolivia e il suo legame con l’attività estrattiva è ancora oggi fortissimo.
La cosa che ci ha colpito di più è che all’interno del santuario è possibile visitare una vera galleria mineraria, un luogo che racconta il profondo intreccio tra fede, lavoro e storia di questa regione.
Questa mattina, invece, la giornata è iniziata con un cambio di programma.
Le spedizioni raramente seguono il piano alla lettera. E forse è proprio questo il loro bello.
L’idea iniziale era raggiungere Coipasa in minibus, ma purtroppo nessun autista ha accettato di accompagnarci fino a destinazione: gli ultimi 40 chilometri sono interamente su strada sterrata e nessuno ha voluto affrontarli con il proprio mezzo.
Abbiamo quindi trovato una soluzione alternativa. Il minibus ci avrebbe portato fino a Sabaya, l’ultimo paese raggiungibile tramite strada asfaltata. Da lì avremmo iniziato a pedalare con un giorno di anticipo rispetto ai piani.
Il cambio di programma ci ha fatto iniziare la giornata molto presto. Prima delle 7:30 le biciclette erano già completamente montate e pronte. Dopo una ricca colazione presso La Típica, ci siamo dedicati a un lavoro fondamentale: riorganizzare tutto il bagaglio.
Abbiamo riaperto ogni borsa, ridistribuito l’attrezzatura e ottimizzato il bilanciamento dei pesi tra destra e sinistra e tra le nostre due biciclette. Sono quei dettagli che, durante un viaggio di centinaia di chilometri in completa autonomia, possono fare una grande differenza.
Verso mezzogiorno abbiamo raggiunto la stazione dei bus di Oruro, dove ci attendeva il nostro minibus. Dopo aver caricato biciclette e bagagli siamo finalmente partiti.
Dopo circa due ore e mezza di viaggio siamo arrivati a Sabaya. Abbiamo scaricato le biciclette, fissato le ultime borse e cercato un piccolo bar dove fermarci prima della partenza. Ma il paese era praticamente deserto e non siamo riusciti a trovare nulla.
Così abbiamo deciso che era arrivato il momento.
Le ruote hanno iniziato finalmente a girare.
I primi chilometri della spedizione si sono subito rivelati impegnativi. La strada sterrata era in diversi tratti molto sconnessa e, pedalando, abbiamo capito immediatamente perché nessun pullman aveva accettato di accompagnarci fino a Coipasa. Con ogni probabilità non ci sarebbe nemmeno riuscito. Le prime sensazioni in sella alle nostre Avventuro da 32” sono state però estremamente positive: la bici scorre con grande naturalezza anche sul terreno più accidentato e, nei tratti sabbiosi, le ruote di grande diametro offrono un galleggiamento che permette di pedalare con molta più facilità.
Poi, all’improvviso, il paesaggio si è aperto davanti a noi.
Abbiamo raggiunto il Salar di Coipasa proprio mentre il sole stava tramontando. Pedalare sul sale, immersi nella luce calda delle ultime ore del giorno, con l’orizzonte che sembrava non avere fine, è stato uno di quei momenti che difficilmente dimenticheremo. Un’atmosfera surreale, silenziosa, capace di ripagare in pochi minuti tutta la fatica della giornata.
Quando siamo arrivati a Coipasa era ormai buio.
Qui abbiamo avuto la fortuna di incontrare una famiglia che ci ha accolti nella propria casa. Gestiscono una piccola attività dove preparano pollo con patatine fritte e un minuscolo negozio dove è possibile acquistare acqua, bibite e qualche bene di prima necessità.
Per noi è stata una piccola fortuna: invece di montare subito la tenda abbiamo potuto trascorrere la notte al coperto.
Dopo aver preparato la nostra consueta cena a base di carboidrati, abbiamo assaggiato anche il pollo cucinato dalla famiglia che ci ha ospitato, concludendo così nel migliore dei modi il primo vero giorno della spedizione.
Domani ci aspetta il Salar di Coipasa. L’avventura è iniziata davvero.




















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